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DAL CA3C DALLA SUA COSTITUZIONE AD OGGI

L'idea di dar vita al CA3C, prima come Comitato e poi come Associazione regolarmente costituita con atto notarile, è sorta quando il Segretariato del Comitato nazionale per la lotta alla desertificazione, istituito dal ministero dell'Ambiente ed operante presso l'ENEA, ha preso contatto con la FIDAF per stabilire un'utile sinergia operativa.

E' così che nel luglio 1998, il primo gruppo di Soci fondatori, riunito presso la FIDAF, ha incominciato a riflettere sull'importanza fondamentale che, non solo la Convenzione sulla desertificazione, ma anche quelle sulla biodiversità e sul clima, rappresentano come punto ineludibile di riferimento, per dare una efficacia sempre maggiore agli sforzi tesi a combattere il degrado ambientale mondiale : fenomeno unico, di cui i settori a cui si riferiscono le tre convenzioni rappresentano tre diverse manifestazioni.

Come prima conseguenza operativa l'ENEA ha richiesto alla FIDAF l'esecuzione di :
a) Un rapporto sulle condizioni ambientali nel territorio italiano, sui fattori di degrado in atto nei diversi ambiti, la pericolosità e la rapida evoluzione dei fenomeni, la necessità di interventi adeguati ed urgenti.

b) Una relazione sull'importanza di dare attuazione ad un rapporto con i PVS ( e soprattutto con quelli del bacino del Mediterraneo e del Sahel ) su basi più corrette ed efficaci di quelle finora praticate, in quanto più rispettose dei fattori socio-ambientali.

c) Una raccolta ragionata e commentata delle leggi emanate finora dallo Stato italiano allo scopo di contrastare il fenomeno della desertificazione.

a) Al primo punto è stata data esecuzione dando luogo al Rapporto ai tre Poteri dello Stato. Il volume è stato consegnato, non solo ai vertici dello Stato italiano, ma ha avuto e continua ad avere una distribuzione capillare a politici, religiosi, funzionari e personalità dei diversi settori. Questa divulgazione ha consentito al CA3C di ottenere subito, non solo una visibilità nazionale e internazionale, ma anche espliciti consensi con lettere di personalità delle istituzioni, della politica e della società civile.

b) La relazione sul rapporto con i PVS ha avuto la piena approvazione da parte del committente. E' stata inserita nel "Rapporto" di cui al punto a) ed ha avuto quindi la stessa divulgazione.

c) La raccolta di leggi: rispetto al tema commissionato il lavoro ha assunto dimensioni allargate in quanto è risultato subito evidente che poco o nulla, in fatto di legislazione, era stato emesso dallo Stato italiano sotto la voce "desertificazione". Si è trattato quindi di prendere in considerazione voci su fenomeni confluenti con quello della desertificazione (degrado dei suoli, disordine idrogeologico, deforestazione, incendi boschivi, inquinamento del territorio ecc.). Si è poi constatato che, con l'istituzione delle Regioni, molte di queste competenze legislative lo Stato le aveva a loro demandate e quindi si è ritenuto opportuno estendere la raccolta ad alcune delle regioni italiane prese a campione. Non si potevano inoltre trascurare le direttive emanate dalla CEE in tale ambito. Considerando inoltre che i fenomeni ambientali hanno caratteristiche di interdipendenza su area almeno regionale, si è estesa la ricerca su quanto è stato possibile reperire delle leggi dei Paesi del bacino del Mediterraneo.

La raccolta a cui è stato dato un ordine sistematico con annotazioni, commenti e conclusioni ha potuto fornire una rappresentazione sufficientemente chiara della situazione legislativa nazionale e dei Paesi della Regione mediterranea ed ha ottenuto la piena approvazione da parte del committente.

La rapida affermazione del CA3C e le sue capacità operative hanno spinto i Soci fondatori a dar vita, alla fine del 1998 (14 - Dic.) alla costituzione della Associazione omonima.

Tra le misure più necessarie ed impellenti per avere una visione più chiara e precisa dei fenomeni legati al degrado e alla sua rapida espansione, il CA3C ha subito individuato la carenza di una rete di osservatori scientifici in tutto il bacino del Mediterraneo e nel Sahel per collegare tra loro, valorizzare e dare criteri operativi omogenei a tutti gli Istituti, Laboratori di analisi e singoli operatori agenti in tutto l'area considerata. A tale scopo si è provveduto ad organizzare una prima tavola rotonda presso l'ISIAO (Istituto It. per l'Africa e l'Oriente) che ha avuto luogo nel febbraio '99. Sono state invitate le Ambasciate dei Paesi dell'All. IV della Convenzione, il Sottosegretariato per la lotta alla desertificazione del Ministero dell'Ambiente, i rappresentanti della FAO e di Sylva mediterranea, nonchè personalità ed esperti. Delle interessanti relazioni svolte è stata fatta una registrazione il cui testo integrale è stato inviato a tutte le ambasciate sia dell'arco nord che dell'arco sud del Mediterraneo e a tutti i partecipanti.

Una seconda tavola rotonda svoltasi ancora presso l'IsIAO è stata attuata nel giugno '99 ed ha riguardato le Ambasciate dei Paesi dell'arco sud del Mediterraneo e del Sahel. Vi ha partecipato il Segretario mondiale per la Convenzione UN-CCD Hama Arba Diallo, nonchè il Direttore del Meccanismo relativo Peer Ryden, oltre a studiosi ed esperti. Anche in questa occasione le relazioni hanno messo in evidenza la necessità della costituzione della rete di osservatori e la concreta possibilità di attuazione, a condizione che ogni Paese interessato esprima chiaramente la volontà politica di farlo. Il resoconto della riunione è stato poi inviato, in lingua francese ed inglese, a tutte le Ambasciate interessate.

Entrambe le tavole rotonde, pur non avendo finora conseguito lo scopo prefisso di una concreta realizzazione della rete, ha però dato luogo ad una importante divulgazione a livello nazionale e regionale delle tematiche relative ed ha contribuito a far crescere la consapevolezza della necessità ed urgenza di attuare verso i PVS l'applicazione della formula "natura contro debito".

A questo proposito entrambi i temi (rete di osservatori e "natura contro debito) sollevati dal CA3C sono stati portati all'attenzione dei Paesi dell'All.IV, riuniti a Lisbona a livello di Sottosegretari di Stato e a Recife alla III Conferenza delle Parti di tutti i Paesi firmatari della Convenzione, da parte della Delegazione governativa italiana.

Nel corso del 1999 sono stati stabiliti, inoltre, interessanti rapporti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, su alcuni temi specifici ed in generale per una sensibilizzazione alle nostre tematiche.

Il Presidente ed il Segretario del CA3C sono stati ricevuti dal Ministro dell'Ambiente, su iniziativa promossa dal Presidente della Repubblica. In quell'occasione il Ministro aveva affidato al CA3C la relazione su due argomenti per la Conferenza Agricoltura ed Ambiente promossa congiuntamente dai due Ministeri interessati. Conferenza che poi è stata annullata.
Sono invece proseguite per tutto il 1999 le riunioni promosse dal Segretariato del Comitato per UN-CCD al fine di definire le linee di indirizzo del Piano Nazionale a cui il CA3C ha dato un contributo "decisivo" per la ripulsa di un primo documento inadeguato e di basso profilo e l'orientamento su un documento finale pregevole, che è stato portato al CIPE per la delibera.
La collaborazione è poi proseguita con la partecipazione alla preparazione delle tre giornate 16-17-18 febbraio 2000, promosse dal Ministero dell'Ambiente per la definizione delle tematiche riguardanti le connessioni tra le tre convenzioni globali (clima biodiversità e desertificazione) nonchè delle misure più opportune da attuarsi nei rapporti tra i Paesi del nord e del sud del Mediterraneo e del Sahel. Il contributo CA3C è consistito in un complesso di relazioni che hanno impegnato tutto il Consiglio Direttivo del CA3C l.

Il CA3C ha poi partecipato alla cerimonia ufficiale del 17 febbbraio 2000 nella sala della Protomoteca del Campidoglio a cui hanno partecipato, oltre alle delegazioni estere, ministri, autorità con notevole affluenza di pubblico.
Anche in quella occasione il Sottosegretario all'Ambiente nella sua relazione centrale ha dato particolare evidenza ai nostri temi riguardanti la necessità di dotarsi di una funzionale struttura di ricerca scientifica specificamente orientata ai temi ambientali ed estesa su base regionale, nonchè l'urgenza di affrontare con metodi nuovi, l'azzeramento del debito del terzo mondo, tenendo conto dei problemi socio ambientali che affliggono quei Paesi.

Nel corso della conferenza dibattito tenutasi il 18 febbraio presso la FAO, le nostre relazioni consegnate in precedenza al Sottosegretario del Ministero dell'Ambiente sono state distribuite alle delegazioni convenute. La delibera finale recepisce alcune delle istanze presentate dal CA3C.

Una nostra delegazione, guidata dal Presidente è stata ricevuta nel febbraio 2000 dal Direttore della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri, col quale sono stati stabiliti degli accordi per una fattiva collaborazione, per quanto riguarda la presentazione di progetti e programmi per i PVS, per una partecipazione alla valutazione ed al monitoraggio di iniziative in tutte le loro fasi ex ante - durante - ed ex post e per la realizzazione di corsi di formazione altamente innovativi per la salvaguardia delle risorse primarie nel bacino del Mediterraneo e nel Sahel.

Negli ultimi mesi del 1999 il CA3C ha avuto la possibilità di esaminare la proposta di legge 6413, già approvata dal Senato con l'appoggio del Governo ed ora all'esame della Camera, per la riforma della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri. Tale proposta di legge, il cui iter è iniziato quasi quattro anni or sono, denuncia una forte carenza in quanto, tra le finalità da perseguire, viene praticamente ignorato il fattore ambientale come elemento primario e decisivo nell'attuazione di progetti e programmi nei PVS.
E' stata così predisposta, a cura del Segretario con la collaborazione del Consiglio Direttivo una nota, inviata prima al Presidente della Commissione Esteri e poi al Relatore On. Pezzoni, in cui si mettono in evidenza i punti carenti della proposta di legge, si evidenziano le reali necessità dei PVS ed i punti chiave su cui necessariamente si deve puntare, ad evitare il fallimento degli interventi. Si propongono infine gli emendamenti necessari.

Su questo argomento, nel marzo del 2000, una delegazione CA3C è stata ricevuta in udienza a Montecitorio dalla Commissione Esteri della Camera. In tale occasione è stato possibile presentare la delegazione e dare ordine ai suoi interventi, risultati tutti molto efficaci. Il relatore ha assicurato che le nostre istanze saranno tenute nel dovuto conto nella modifica della proposta di legge.
Nel mese di ottobre 1999 si è svolta una riunione presso la direzione foreste della FAO a cui hanno partecipato l'allora direttore Mr. Clement e i suoi collaboratori, il Presidente dell'ICEF Giudice Postiglione, il Presidente della FIDAF, ed una delegazione del CA3C. La riunione è stata preparata e condotta da Ugo Fraddosio ed è stata volta a creare le basi per una collaborazione tra le tre organizzazioni. I risultati attesi sembrano molto promettenti.

Nel corso del 1999/2000 è stato tenuto un corso di formazione professionale per l'approccio partecipativo alle tematiche dei PVS.
Inoltre, presso la sede dell'ENEA a Roma si è svolto un seminario sull'approccio su base sistematica da dare ai problemi del PVS.

In tutto il periodo inoltre vi è stata un'azione continua di divulgazione ai diversi livelli, sia in campo nazionale che internazionale, per una crescente aggregazione di consensi e per preparare la realizzazione all'estero di associazioni consorelle di appoggio alle tre Convenzioni globali delle Nazioni Unite, con cui dar luogo ad una federazione.

 
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